
Il Premio Tina Anselmi viene conferito a donne che hanno fornito un prezioso contributo in tutti gli ambiti professionali, dalla ricerca all’imprenditoria, dall’artigianato alla cultura, dall’educazione all’arte.






Ha svolto alla Casa delle Donne di Bologna con grande impegno, passione e attivismo il ruolo professionale di formatrice per operatrici dei Centri Antiviolenza e per le tante figure professionali che operano nel contrasto alla violenza sulle donne. Significativo e costante il suo impegno per il superamento di pregiudizi e per l’affermazione della parità di genere in ogni ambito della nostra società.

Insegnante di scuola primaria in pensione, durante l’emergenza legata al Covid-19 ha aperto il suo giardino per aiutare i bambini più fragili affinché non rimanessero indietro nella fase di Didattica a distanza. Convinta sostenitrice del ruolo sociale della donna, ha trasmesso tali valori ai propri scolari con passione, competenza e dedizione, plasmando intere generazioni di alunni.

Docente universitaria in pensione e divulgatrice scientifica di fama nazionale, ha fornito con le proprie ricerche un prezioso contributo alla conoscenza del ruolo femminile nell’evoluzione della specie umana. Per la comunità del Comune di Sasso Marconi, dove vive, è un esempio nel promuovere forme di sensibilizzazione sui temi ambientali con un’attenzione specifica alle giovani generazioni.

Biologa e imprenditrice, a Imola “Podere Colombara” ha scelto di sfruttare le sue conoscenze scientifiche per attivare una impresa di famiglia con un’attenzione particolare alla biodiversità e al rispetto dell’ambiente. Ha avviato insieme al marito una nuova attività per l’essicazione della frutta biologica.

Insegnante di musica. È impegnata nel promuovere ed incoraggiare l’interesse e la scoperta da parte dei giovani della musica, impegno svolto con dedizione nella scuola di musica J. Du Pré nel territorio del Comune di Minerbio. La sua didattica a distanza è stata per tanti giovani un’occasione per riempire il vuoto, il silenzio, la solitudine nei lunghi mesi della pandemia di Covid-19.

Direttrice Ufficio Scuola della Chiesa di Bologna, prima donna laica a ricoprire tale incarico. Ha rivalutato ed incentivato il valore dei doposcuola di Bologna e provincia. Durante l’emergenza legata al Covid-19 ha realizzato il progetto “adotta un nonno” per creare un legame telefonico tra i bambini ed i nonni soli. Fautrice del protocollo per l’alternanza scuola lavoro tra Curia e Regione.

Insegnante presso l’Istituto di Istruzione Superiore Archimede di San Giovanni in Persiceto. Sviluppa da anni progetti per la formazione dei giovani alla cittadinanza attiva, con un’attenzione particolare alla salvaguardia della legalità, dei diritti umani e della memoria. Tale impegno è proseguito anche nel periodo pandemico, nonostante le difficoltà ad esso derivanti.

Ispettrice superiore della Polizia di Stato, in servizio presso il Gabinetto regionale di Polizia Scientifica di Bologna, si è sempre distinta per il suo operato anche durante il periodo dell’emergenza legata al Covid-19. Si occupa della formazione del personale in servizio e degli allievi/e delle scuole di polizia, mettendosi al servizio della cittadinanza con particolare attenzione verso le fragilità, le vittime di violenza e i bambini.

Nella sua funzione professionale di operaia metalmeccanica, presso l’azienda Alberto Sassi di Crespellano e delegata sindacale componente della RSU dell’azienda dove lavora, si è prontamente attivata con le sue colleghe per garantire adeguate misure di sicurezza e forme di prevenzione durante l’emergenza legata al Covid-19, facilitando così la ripresa del lavoro.

Coordinatrice infermieristica nel reparto di rianimazione e terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Durante la fase contraddistinta dalla pandemia di Covid-19 ha dato un importante contributo sia alla riorganizzazione dei posti in terapia intensiva che all’inseriinento di nuovo personale nella fase di affiancamento.

Nell’ambito del proprio ruolo di Direttore generale del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha costantemente operato con equilibrio e fermezza nel lungo periodo emergenziale derivante dal Covid-19, promuovendo e rafforzando il lavoro di squadra. Si è fatta promotrice e portavoce della comunità medico- scientifica, contribuendo alla nascita del primo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico a carattere interaziendale dell’Emilia-Romagna (con l’Ospedale Maggiore di Bologna).

Operaia nell’ambito dei servizi. Nel suo percorso formativo e professionale ha dato prova di desiderio di fare, apprendere nuove abilità e competenze non solo a livello personale ma di aiuto a colleghe/i migranti. Dopo varie esperienze lavorative si è particolarmente impegnata contro il part-time forzato che penalizza soprattutto le donne nel lavoro e nel pensionamento.

Originaria dell’area balcanica, è operatrice addetta ai servizi di lavanderia presso la Residenza per Anziani Villa Paola gestita dalla Cooperativa Dolce, dove svolge le sue mansioni con responsabilità e senso del dovere, avendo particolare impegno significativo durante l’emergenza a causa del Covid-19.

Nel suo ruolo professionale di operatrice interculturale e mediatrice linguistica è un punto di riferimento per le donne straniere e i loro bambini. Con grande umanità e passione, si dedica all’attività di mediazione nell’ambito ostetrico-ginecologico e psicologico, promuovendo anche di momenti di socializzazione nel Comune di Bentivoglio.

Capotreno per Trenitalia Tper - Impianto di Bologna - ha continuato a garantire tranquillità e sicurezza alle persone costrette a viaggiare durante il lockdown della primavera 2020, svolgendo il suo lavoro con entusiasmo nonostante sia stata bersaglio di atti violenti nell’espletamento del suo lavoro.